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20 Settembre 2017

COMUNICATO STAMPA del 19 settembre 2017


Che fastidio dà la Camera di Commercio Venezia Giulia?

Il peccato originale dei due Enti camerali di Trieste e Gorizia è quello di aver deciso di accorparsi nell’interesse delle imprese e dei territori secondo la Legge e ben prima di essere costretti dalla Riforma.
E ciò ha dato fastidio: invece di essere sostenuti in un percorso volontario e virtuoso, che non comportava costi per cittadini e imprese, abbiamo dovuto affrontare solo ostacoli, frapposti immotivatamente.
Anche il Decreto ministeriale dell’8 agosto 2017 conferma l’esistenza in forza della Legge della Camera della Venezia Giulia e prevede la creazione di una Camera tra Udine e Pordenone. Ma ancora non basta. Due Consigli Comunali, quelli di Trieste e Gorizia, hanno votato all’unanimità, da destra a sinistra, passando per il centro e i Cinque Stelle, per il mantenimento della Camera di Commercio Venezia Giulia, perché rappresentativa dei territori e tutelata anche dalla Legge di Riforma delle Camere di Commercio voluta ancora dal Governo Renzi.
E allora, mi chiedo, a cosa serve la Legge? A cosa serve essere virtuosi e anticipare le Riforme nel rispetto della legalità per garantire servizi e tagliare costi?
Non si parli di poltrone, perché nessun rappresentante camerale percepisce un solo euro.
Ma allora qual è il vero motivo? Si vuole fare in modo che il patrimonio immobiliare e il diritto camerale versato dalle imprese di Trieste e Gorizia (palazzi, laboratori chimici, il comprensorio fieristico di Gorizia, il porto di Monfalcone, la sede dell’Erdisu di Gorizia, le quote azionarie nell’Interporto di Fernetti e della Fiera di Trieste Spa, le liquidità della Camera Venezia Giulia, il Fondo Gorizia e molto altro) venga amministrato da un Consiglio camerale della Camera Unica e da una Giunta Camerale Unica con i rappresentanti triestini in assoluta minoranza e negando a Gorizia anche la semplice rappresentatività?
Si vuole questo per davvero?
Sembrerebbe di sì: al momento attuale in base alla normativa in essere e in assenza dei decreti attuativi del Decreto ministeriale dell’8 agosto scorso, questo accadrebbe se si andasse subito alla Camera Unica.
Se si vogliono cancellare Trieste e Gorizia dalla geografia economica della nostra regione per fare un favore a Pordenone e ai suoi politici di riferimento lo si faccia, ma senza accampare scuse, bensì con il coraggio di dirlo apertamente.
Ciò che abbiamo fatto a Trieste e Gorizia è stato unire due territori geo-economicamente omogenei, seguendo l’ottimo esempio di Confindustria Venezia Giulia, che anche oggi nella sua convention ha dimostrato la bontà della scelta realizzata.
Ma questo non va bene ai vertici della Regione Friuli Venezia Giulia che per legge non ha competenza in materia di Camere di Commercio, ma vorrebbe imporre la sua scelta. Le Camere sono Enti che funzionano bene perché governate dagli imprenditori e non dalla politica. Allora, è forse proprio questo ciò che dà ancor più fastidio.

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